Frauen und Finanzen

Casa, giardino e concubinato

Data di pubblicazione: 02.10.2023

È quanto emerge dai dati dell’Ufficio federale di statistica confrontando i matrimoni con i concubinati: vive in concubinato più della metà delle coppie tra i 25 e i 34 anni che stanno insieme da più di due anni e non hanno figli. I matrimoni risultano quindi in minoranza, secondo questo confronto.

Con l’aumento della popolarità del concubinato, aumenta anche la percentuale di coppie conviventi che desiderano acquistare un appartamento o una casa in comune. Proprio come Lena e Noah.

Un primo ostacolo è stato superato con il finanziamento, ma occorre guardare oltre. Marcel Solèr, responsabile Centro previdenza e Sviluppo business presso la BCG, elenca tre punti, dopo il finanziamento, che le coppie conviventi non dovrebbero perdere di vista nel finanziare un immobile comune: la copertura in caso di decesso o invalidità, affinché il partner possa continuare a pagare l’ipoteca; l’incapacità di discernimento, affinché sia chiaro chi si assume la responsabilità, ad esempio in caso di grave infortunio; infine, una regolamentazione chiara in caso di separazione.

Senza figli e con doppio reddito: spesso il motivo per cui è comunque opportuno stipulare un’assicurazione in caso di decesso non risulta subito evidente alle giovani coppie. Anche perché ciò influisce sul grado di libertà del concubinato: dopo tutto, è proprio questa copertura a costituire uno degli elementi centrali del matrimonio. Tuttavia, la copertura in caso di decesso ha una sua giustificazione: «Lena e Noah, la nostra coppia fittizia, non hanno diritto all’eredità dal punto di vista legale, in quanto conviventi», chiarisce Solèr.

Il primo aspetto, ovvero il pagamento delle rate dell’ipoteca, rientrerebbe comunque nel budget di entrambi. Per quanto riguarda la sostenibilità, ovvero la capacità del reddito di rimborsare un’ipoteca con un tasso di interesse vicino al cinque per cento, la situazione è meno rosea. «Ecco perché l’assicurazione in caso di decesso è estremamente importante», spiega Marcel Solèr. «Garantisce la riduzione dell’ipoteca e la sostenibilità del debito residuo per il partner rimasto solo».

 
 
 
 

Inoltre, l’assicurazione in caso di decesso copre il rimborso dei prestiti della persona deceduta. Lea e Noah hanno finanziato il capitale proprio del loro appartamento con un anticipo sull’eredità e con un prestito da parte dei genitori.

Chi vive in concubinato non ha quindi diritto all’eredità di per sé. La nostra coppia voleva risolvere la questione con un testamento. Secondo il pianificatore finanziario Solèr, si può procedere in questo modo senza problemi, ma oltre all’eredità è necessario chiarire anche l’assistenza in caso di incapacità di discernimento. «Con l’aiuto di un notaio è possibile regolamentare sia l’eredità che i provvedimenti in caso di incapacità di discernimento. In questo modo il processo è coordinato, riducendo i tempi e aumentando la trasparenza», afferma Marcel Solèr.

Un contratto successorio sostituisce due testamenti e include anche i genitori in caso di prestiti ancora da rimborsare. Il mandato precauzionale, a sua volta, definisce le persone di fiducia nel caso in cui capiti qualcosa a Lea o Noah e in caso di incapacità di discernimento. Due pratici contratti che possono essere utili in situazioni difficili. «Il mandato precauzionale, in particolare, contiene anche decisioni emotive che garantiscono le volontà della persona interessata in caso di emergenza», dichiara Marcel Solèr.

Resta infine da stabilire le regole in caso di separazione. Queste sono talmente individuali che ogni coppia le espone probabilmente in modo leggermente diverso. Nel caso di Lea e Noah, trovano spazio su due pagine A4.

 

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